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COSTITUISCE IL REATO DI MALTRATTAMENTI SOTTOPORRE I FIGLI A CONTINUE E INGIUSTIFICATE LIMITAZIONI


Soprattutto nel periodo adolescenziale abbiamo sofferto un po' tutti delle limitazioni imposte dai nostri genitori, spesso trovandole prive di fondamento.

E' curioso apprendere che recentemente la Corte di Cassazione ha avuto modo di pronunciarsi anche su questo argomento.

In particolare, la sentenza n. 7518 del 25.02.2021 è intervenuta sul discrimine tra abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti in famiglia, sancendo che il limite tra i due reaati non può essere ravvisato nel grado di intensità delle condotte violente tenute dall'agente, in quanto l'uso della violenza per fini correttivi o educativi non è mai consentito. L'uso sistematico della violenza, quale ordinario trattamento del minore affidato, anche lì dove fosse sostenuto da "animus corrigendi", non può rientrare nell'ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione, ma concretizza, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, gli estremi del più grave delitto di maltrattamenti.

Nel caso di specie, infatti, è emerso che gli imputati si rivolgessero alle figlie solo ed esclusivamente utilizzando la violenza, sia fisica che verbale, senza aver mai instaurato un rapporto di confidenze o affettuoso con le minori ma, anzi, obbligando la maggiore ad occuparsi della più piccola, della gestione della casa e dei pasti, finanche impedendole di studiare o frequentare le coetanee.


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