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DEVE RISARCIRE IL DANNO IL GENITORE CHE SI DISINTERESSA DEI FIGLI



Nuovo intervento della Corte di Cassazione che condanna i genitori che si disinteressano dei figli.

Con l'ordinanza n. 14382/2019, infatti, la Corte ha condannato un padre al pagamento di circa 66 mila Euro in favore della figlia, di cui si era disinteressato per tutta la vita.

La vicenda nasce circa quarant'anni fa, quando, da una relazione extraconiugale, nasceva la ricorrente.

Il padre, allora, la riconobbe e le diede il proprio cognome, ma il suo apporto terminò i quel momento: la figlia crebbe sostenuta, moralmente e materialmente, interamente dalla madre.

Decise quindi di ricorrere all'autorità giudiziaria per vedere risarciti i danni causati da una monogenitorialità obbligata.

I primi due gradi di giudizi l'hanno vista vittoriosa, per cui il padre decise di ricorrere in Cassazione, lamentando l'autosufficienza economica della figlia e che, comunque, il mancato percorso di studi non può essere unicamente imputabile alla condotta paterna.

La Suprema Corte ha respinto in toto il ricorso dell'uomo, sancendo importanti principi.

In primis, ha infatti stabilito che il diritto ad una serena crescita, all'istruzione e all'educazione è radicato nel nostro ordinamento ed è riconosciuto quale fondamentale ad ogni bambino.

L'uomo, pertanto, non sarebbe stato condannato a pagare il mancato mantenimento, ma un aspetto ben più grave: l'aver leso un diritto riconosciuto sia costituzionalmente sia dal nostro codice civile.

Tale lesione, pertanto, giustifica la condanna al risarcimento del danno.

L'uomo, con il suo disinteresse, avrebbe infatti mancato di sostenere ed educare la figlia, facendole dunque mancare un importante pilastro della crescita.

Quanto al motivo riguardo il percorso di studi, la Suprema Corte ha ritenuto di non accogliere le motivazioni dell'uomo, riconoscendo invece che la mancanza colpevole di una figura genitoriale ben incide sulle scelte di vita del figlio, non solo dal punto di vista economico (in questo caso, ad esempio, mancavano i fondi per far studiare la ragazza) ma anche quale stigma e pregiudizio nelle scelte future.

E' stata pertanto confermata la condanna dell'uomo al risarcimento del danno.

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