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GARANTE PER LA TUTELA DELLE VITTIME DI REATO E PER I DIRITTI DEI DETENUTI


Recentemente, la Liguria ha approvato un progetto di legge piuttosto interessante, sicuramente precursore rispetto ad analoghe figure su tutto il territorio nazionale.

La settimana scorsa è infatti stata approvata l'introduzione della figura del garante regionale per la tutela delle vittime di reato nonchè dei diritti dei detenuti.

Sono due figure diverse e, per chiarezza espositiva, esamineremo con ordine.

Il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato è istituito presso la Giunta della Regione Liguria ed ha il preciso compito di fornire assistenza, pronta e gratuita, alle vittime di reato, nonchè opera in collaborazione con le strutture del territorio e promuove attività informative.

Questi sono solo alcuni dei suoi compiti, enunciati in maniera più precisa all'art.2 della proposta di legge, cui vanno aggiunti un compito di informazione su tempi e luoghi della querela e un progetto di assistenza psicologica, economica e leale.

Il Garante è eletto dal Consiglio Regionale della Liguria a scrutinio segreto, a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, tra coloro che sono in possesso di una larea in discipline legali e dei diritti umani.

Ogni anno, deve presentare una relazione al Consiglio regionale, formulando osservazioni e suggerimenti.

A mio avviso, rappresenta un importante passo verso l'obiettivo di fare rete tra le associazioni del territorio.

Diversamente, il ruolo dei Garante dei diritti dei detenuti rappresenta una concretizzazione del ruolo di risocializzazione e rieducazione che la pena ha nel nostro ordinamento.

Il meccanismo di nomina e messa in pratica è assai simile a quello rpecedente, cambiano ovviamente le finalità, che in questo caso sono poste a tutela della verifica del rispetto dei diritti delle persone sottoposte ad una misura di privazione della libertà personale.

a questo scopo, può chiedere informazioni direttamente alle amministrazioni penitenziarie, chiedendone anche l'intervento o istruendo pratiche e assegnando un termine di quindici giorni per la rimozione dell'irregolarità.

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