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GLI INCONTRI PROTETTI


L'espressione "incontri protetti" è tristemente balzata agli onori delle cronache qualche tempo fa, automaticamente trasformandosi in una sorta di spauracchio.

Ma cosa sono, in realtà, gli incontri protetti?

Gli incontri protetti vengono disposti ogniqualvolta si noti una difficoltà nel rapporto tra genitore non collocatario e figli minori.

Ciò deve servire, infatti, a costruire, riparare, rafforzare il rapporto con il genitore non collocatario.

Ne consegue, che le origini della difficoltà nel rapporto possono essere le più disparate: sospetto di violenza, sospetto di alienazione parentale, disinteresse del genitore non collocatario.

Nel disporre gli incontri protetti devono essere individuati tempi, modalità e figure di appoggio e controllo.

Non tutti gli incontri sono uguali infatti: se così fosse, si snaturerebbe la funzione dell'istituto, che deve necessariamente adattarsi alla coppia monitorata.

Presente all'incontro è sempre un educatore: egli monitora ed è presente agli incontri, stende una relazione sul loro andamento, ma è solo un tassello di una rete che si compone di altre figure professionali.

E dunque, gli incontri potranno essere in spazio neutro, con una frequenza e intensità di supervisione variabili.

Fondamentale è un costante aggiornamento dell'apparato giudiziario: il regime degli incontri, infatti, potrà essere intensificato, modificato o, se del caso, revocato.


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