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IL CONGEDO INPS INDENNIZZATO PER LE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE

La lotta alla violenza di genere non passa solo attraverso un articolato sistema legislativo e giudiziario ma anche attraverso accorgimenti e misure che puntano a risolvere problemi di ogni giorno.

Poniamo, infatti, l'ipotesi di una lavoratrice che scelga di denunciare gli abusi e i maltrattamenti subiti e che, per la sua incolumità, debba essere collocata presso una casa rifugio.

Una volta entrata nella struttura, non potrà avere rapporti con nessuno all'esterno o far menzione della sua collocazione.

Ciò, tuttavia, può rappresentare un problema con riguardo al proprio posto di lavoro.

Per contro, rinunciare ad un impiego priverebbe la vittima del sostegno materiale necessario per vivere.

L'art. 24 del D.Lgs. 80/2015 (cd. Jobs Act) ha istituito uno speciale congedo per le vittime di violenza di genere.

Può essere richiesto dalle lavoratrici dipendenti,pubbliche o private, o provviste di un contratto a collaborazione continuata, le quali siano state inserite in un percorso certificati dai servizi sociali del comune di appartenenza, dai centri antiviolenza o dalle Case Rifugio di cui all'articolo 5-bis, decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119.

Il congedo può essere chiesto entro tre anni dall'inizio del percorso di protezione e, comunque, non potrà avere una durata superiore ai 90 giorni lavorativi, non vengono pertanto presi in considerazione i festivi e i giorni non di attività lavorativa.

Per le giornate di congedo utilizzate per svolgere i percorsi di protezione è corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% dell’ultima retribuzione.

Sicuramente, si tratta di uno strumento che può essere di grande aiuto a chi sceglie di intraprendere un percorso di protezione in caso di violenza di genere.

L'inserimento in un percorso di protezione o in una casa rifugio, infatti, rappresenta un'ulteriore prova per la denunciante, che sarà costretta a troncare ogni rapporto e a sdradicarsi dal suo ambiente per accettare, invece, un periodo in un luogo anonimo che preservi la sua sicurezza.

Nonostante il congedo in questi casi sia un'ottima previsione c'è ancora molto lavoro da completare nella lotta contro la violenza di genere.


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