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IL MINORE RESTA NELLA CASA FAMIGLIARE: SARANNO I GENITORI AD ALTERNARSI


Nell'ottica di rafforzare la garanzia della bigenitorialita' la giurisprudenza si prodiga a dare risposte innovative e al passo con la societa' in continua evoluzione.

Come gia' detto piu' volte,quello di famiglia e' un diritto poco scritto, che si adatta (o dovrebbe) alle singole esigenze che insorgono giorno per giorno.

E cosi', negli ultimi anni, e' andata affermandosi sempre piu' la regola della collocazione alternata, in cui il minore passa ugual tempo con ciascun genitore.

Via dunque il vecchio principio dei weekend alternati, dei papa' che assomigliano a parchi gioco.

Da alcuni anni sempre piu' pronunce prescindono dalla frequentazione nei weekend, assegnando uguale numero di giornate al padre e alla madre.

Tutatavia, nonostante gli ottimi intenti di questo orientamento, va altresi' segnalato che talvolta ha prodotto non pochi disagi, in quanto il minore ha sicuramente uno stress maggiore rispetto alla continuita' di collocazione presso un genitore.

Come risolvere, dunque?

Negli ultimi dieci anni, alcune sporadiche decisioni hanno proposto una singolare soluzione.

Partendo dal presupposto che il minore subisce gia' un trauma consistente nel vedersi allontare e trasferire uno dei genitori e che l'interesse primario nelle separazioni e' indubbiamente il benessere dei figli, alcune decisioni hanno stabilito che la casa famigliare venga affidata al figlio minore e che siano i genitori ad alternarsi nella permanenza nella stessa.

Una previsione alquanto singolare: il minore rimarrebbe in un ambiente famigliare, che conserva le sue abitudini, mentre i genitori dovranno reperire altra sistemazione ed intervallarsi nella permanenza nella, ormai ex, casa famigliare.

Ovviamente, si tratta di provvedimenti provvisori, che dovrebbero essere finalizzati a consentire al minore di adattarsi alla nuova condizione di figlio di genitori separati.

Nonostante gli ottimi propositi, pero', la messa in pratica di una simile soluzione incontra non poche difficolta': in primis, l'onerosita' del mantenimento, in capo ai genitori, della casa famigliare, oltre che a quella di una nuova sistemazione ciascuno.

Benche', dunque, vi sia un'ottimo proposito che motiva una simile decisione, rimangono alcuni - legittimi - dubbi sulla messa in pratica.

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