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LA TUTELA DELLA FIGURA PATERNA NELLA CRISI FAMIGLIARE E L'ALIENAZIONE PARENTALE

Tra i fascicoli che costituiscono il carico di ogni Palazzo di Giustizia, sicuramente separazioni e divorzi costituiscono un numero cospicuo.

A discapito di ciò, spesso il procedimento di separazione e divorzio non è risolutivo dei grandi problemi di gestione della coppia.

Problemi che, ovviamente, sono ben peggiori e delicati quando vi sono figli minori.

I bambini, purtroppo, sono usati come strumento di ricatto nelle liti continue dei genitori.

In questo contesto, la giurisprudenza ha elaborato il concetto di alienazione genitoriale, definendo con questa espressione una grave forma di abuso e prepotenza, che coinvolge i figli minori.

Questa è, precisamente, la definizione data dallo psichiatra americano Richard Gardner e indicata con l'acronimo PAS.

Da un punto di vista esclusivamente giuridico, invece, questa condotta rappresenta un illecito civile, volto a screditare la figura dell'altro coniuge.

Questa condotta può assumere varie forme: dall'impedimento di frequentazione dei figli, alle continue denigrazioni, con la mancanza di collaborazione nella gestione della prole.

La giurisprudenza non lascia esenti da conseguenze simili comportamenti: configurando, peraltro, un ostacolo alla crescita libera e felice della prole, giustificano l'adozione, da parte del giudice, di provvedimenti ad hoc, in extrema ratio anche coinvolgendo i servizi sociali. (Cass. Civ. 22744 del 28.09.2017).

Il genitore che ostacola il principio di bigenitorialità risponde sia sul piano civile che penale.

Tra le più recenti pronunce della Suprema Corte, infatti, emerge l'orientamento favorevole a riconoscere l'integrazione del reato di mancata osservazione dei provvedimenti del giudice (art. 388 comma 2, c.p.) qualora uno dei due genitori violi ripetutamente non solo le disposizioni dettate in ambito presidenziale, ma anche il comune principio della bigenitorialità (Cass. Pen. Sez. VI n. 50072 del 25.11.2017).

Un simile comportamento, poi, giustifica anche il risarcimento del danno.

Il genitore privato, dall'ex coniuge, della possibilità di essere tale ha diritto ad essere risarcito sia per il tempo che non ha trascorso, in maniera illegittima, con i figli, sia per il danno alla propria figura.

Si è usato, in questo intervento, di proposito il termine genitore, potendo queste condotte essere tenute da chiunque ma, ad essere onesti, la maggioranza delle pronunce vede quali vittime dell'alineazione parentale principalmente i papà.

La riforma del diritto di famiglia che, nel 2012, ha eliminato la distinzione tra figli naturali e legittimi, la sentenza delle Sezioni Unite del luglio 2018 e la prossima introduzione della mediazione famigliare obbligatoria hanno segnato un importante passo nella tutela della figura paterna.

Ma c'è ancora tanta strada da fare.

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