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MANTENIMENTO DEL FIGLIO MAGGIORENNE: DEVE ESSERE VALUTATO CASO PER CASO

Uno degli errori più comuni che si commette quando ci si separa è ritenere che l'obbligo di mantenimento venga meno al compimento della maggiore età dei figli.

Ed è, purtroppo, una convinzione assai radicata nell'opinione comune.

Tuttavia, la giurisprudenza è ormai consolidata nell'ammettere che il mantenimento perduri fino al raggiungimento dell'indipendenza economica, con alcuni accorgimenti.

Ed infatti, è ormai prassi consolidata il ritenere che detto obbligo debba essere parametrato a vari fattori: età, percorso di studi e lavorativo.

Da ultimo, la Cassazione è tornata sul punto con l'ordinanza n. 4219 del 18.02.2021.

Con la pronuncia in commento, la Corte ha ribadito che non vi sia una cessazione automatica dell'obbligo di mantenimeto al compimento del diciottesimo anno di età dei figli, ma che tuttavia il suo perdurare debba essere valutato in concreto anno per anno.

Si legge infatti che "L'obbligo dei genitori di mantenere i figli non cessa automaticamente quando gli stessi raggiungono la maggiore età, ma può perdurare, secondo le circostanze da valutarsi caso per caso, sulla base di opportuna istruttoria, sino a quando essi non abbiano raggiunto una condizione di indipendenza economica, ed il coniuge è legittimato ad ottenere iure proprio dall'altro coniuge, separato o divorziato, un contributo al mantenimento del figlio maggiorenne con esso convivente, fino a che non sia in grado di procurarsi autonomi ed adeguati mezzi di sostentamento, fatto da provarsi dal soggetto obbligato, che deduca e domandi la cessazione del diritto del figlio alla prestazione di mantenimento".

Possiamo dunque affermare, senza ombra di dubbio, che vi sia un orientamento più che consolidato che obbliga il giudicante a verificare l'esistenza, in concreto, dei requisiti che giustifichino il perdurare dell'obbligo di mantenimento.


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