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NON SUSSISTE IL REATO DI OMESSO MANTENIMENTO SE IL FIGLIO E' MAGGIORENNE

Ciclicamente, telegiornali e quotidiani ci riportano sentenze che hanno come protagonisti figli un po' bamboccioni e le loro richieste di mantenimento.

Ma cosa prevede in sostanza la legge?

Come detto piu' volte, il nostro ordinamento non disciplina puntualmente il diritto di famiglia, lasciando al giudice un ampio margine discrezionale in modo da meglio tutelare ogni diversa situazione.

In punto mantenimento, il Codice Civile, prevede quale dovere verso i figli l'assistenza morale e materiale.

Il limite e' fissato nel raggiungimento dell'autosufficienza economica: un'espressione quanto mai sibillina.

Quando puo' dirsi raggiunta detta situazione? Al termine del percorso di studi? Al percepimento di un certo introito?

Anche in questo caso, la poca legiferazione ha portato alla piu' ampia varieta' di sentenze.

Troveremo dunque il Tribunale che ha posto fine all'obbligo di mantenimento in favore del figlio ampiamente fuori corso, ma anche la pronuncia che impone la prosecuzione di detta assistenza fino al conseguimento di una condizione lavorativa proporzionata al titolo di studio (!).

Simili interpretazioni si sono ripercosse anche in ambito penale, dove l'omesso mantenimento viene sanzionato dall'art. 570 e punito con la reclusione fino ad un anno, oltre che alla multa.

E, quindi, un genitore che ritenesse il figlio un poco sfaticato, incorrerebbe nel rischio di un processo penale?

Sul punto si e' recentemente espressa la Corte di Cassazione (sentenza n. 1342 del 2019, sezione VI), stabilendo che non si configura il reato di cui all'art. 570 c.p. in caso di figlio maggiorenne.

Ed infatti, ha sancito la Corte, il testo della norma e' chiaro sul punto: la lettera b) parla di discendenti minori.

La mancata corresponsione del mantenimento al figlio maggiorenne, dunque, avra' solo profili civilistici o, al piu', potra' integrare il reato di cui all'art. 388 c.p. , mancata esecuzione di un provvedimento del giudice.



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