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PER IL SINISTRO CAUSATO DAL CASSONETTO CHE SPORGE SULLA STRADA RISPONDONO SOCIETA'DEI RIFIUTI E ENTE


La Corte di Cassazione è recentemente intervenuta, ponendo il punto finale ad un contenzioso in piedi da circa vent'anni.

Nel 2000, infatti, venivano citati in giudizio sia il Comune di Nuoro che la società che gestiva in esso i rifiuti, da un motociclista che tempo prima era stato vittima di un sinistro stradale nel medesimo comune.

L'urto era avvenuto a causa di un cassonetto dei rifiuti sporgente sulla carreggiata senza che vi fosse la segnaletica orizzontale.

E' stato dunque chiesto il risarcimento dei danni al Comune in qualità di ente propietario della strada, nonchè alla società che gestiva la raccolta dei rifiuti, in quanto avente disponibilità diretta e custodia dei cassonetti.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 15860 del 13.06.2019) ha stabilito la responsabilità sia del Comune che della società di gestione dei rifiuti ai sensi dell'art. 2051 c.c., fatto salvo il concorso di colpa dell'utente della strada.

Ha stabilito infatti la Suprema Corte che la responsabilità in esame non si configuri ai sensi dell'art. 2043 c.c., ossia per fatto illecito, ma ai sensi dell'art. 2051 c.c. , ossia per danno da cose in custodia.

Se, infatti, si fosse optato per la prima interpretazione, la responsabilità dei convenuti si sarebbe dovuta provare allegando un fatto illecito, una condotta illecita da parte sia del Comune sia della Società.

Invero, ciò non può essere: nonostante quanto stabilito dalle corti territoriali, la Cassazione ha invece più correttamente ritenuto che la responsabilità dei convenuti potesse essere ricondotta all'art. 2051 c.c., meramente per i beni in custodia, nonostante non vi fosse una segnaletica stradale che segnalasse il cassonetto e che, in prima battuta, aveva giustificato il riconoscimento della responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c.


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